Matelica, 2011, nei miei quindici anni che mi spingevano in terre allora lontane (20 km da Fabriano). Da quella volta la sensazione che mi trasmette entrare nel negozio è rimasta essenzialmente la stessa, seppur tutto sia mutato nello spazio, nei vari flussi della moda e degli eventi.
È nella disposizione, nelle scelte e nelle associazioni che giace quella misteriosa freschezza da boutique che avvolge in una singolarità oscura quei capi, come in un iperuranio da cui mi sento sideralmente lontano ma possibilmente vicino: indossarli diventa un'esperienza stranamente fuori da ciò che è ordinario ma allo stesso pronta a ordinarsi, a inserirsi organicamente e un po' strategicamente nella vita di tutti i giorni.
La musica è parte integrante, necessaria ma non sufficiente di questo processo; fa da sfondo e illumina gli scaffali e ciò che c'è sopra, contribuendo in maniera definitiva al contesto.
L'idea con cui è stata realizzata la playlist è questa ma al rovescio, un interscambio degli elementi dove la musica diventa il soggetto e il negozio e la sua atmosfera lo sfondo.
La disposizione ha un ruolo chiave poiché ho cercato di spaziare tra generi molto diversi mantenendo coese le tracce attraverso punti di collegamento armonici e ritmici, tentando di interpretare il finale dei pezzi come intro di quelli immediatamente successivi. L'eterogeneità degli stili è mitigata da questi escamotage e dall'omogeneità dei fini, ovvero la corrispondenza delle canzoni a quell'atmosfera vagamente astratta e propriamente cool che ha il negozio. Flat.
di Tommaso Agostinelli.



